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L'Atlantic nell'autunno del 1972 dà inizio, su alcuni giornalini per ragazzi, alla campagna pubblicitaria delle Serie Dipinte in scala 1/32, immettendo contemporaneamente sul mercato due serie di soldatini dipinti dalla casa, con i soggetti dei "Soldati d'Italia" e "Grandi Rivoluzioni", differenziate dalla dimensione delle scatole "a vetrina": una grande, 7500 (cm 51 x 11 x 5 ), ed una più piccola, 7000 (cm 27,5 x 11 x 5).
Si deve infatti notare che, a partire dall'inizio del 1973 (ed a differenza di quanto fatto l'anno precedente), la casa di Treviglio incentra tutta la promozione esclusivamente su quanto realizzato in scala 1/72, con vaghi e sporadici accenni anche all'altra scala più grande, utilizzando a volte gli omologhi soggetti in scala 1/32 per pubblicizzare quelli in scala 1/72 (ad esempio, la pubblicità dei mezzi corazzati, del luglio 1973, dove l'immagine ritrae evidentemente i primi tre carri in scala 1/32 mentre tutta la promozione è incentrata solo su quelli in scala 1/72).
Un termine "post quem" più attendibile per le Serie Dipinte è quello dei primi mesi del 1976 quando vengono definitivamente cessate di essere commercializzate (e presumibilmente prodotte) le "Grandi Rivoluzioni" e la "Banda dei Carabinieri" (quindi, ben 5 soggetti su 10 delle serie dipinte) e scompaiono le serie 9000, 10000 ed 11000 (la serie 8000 dovrebbe invece terminare un paio di anni prima).
Le Serie Dipinte, così come tutte le contemporanee serie Atlantic (9000 e 10000, in scala 1/72, 8000 ed 11000, in 1/32), sono, come accennato, "divise" al proprio interno in "Soldati d'Italia" (i primi 6 soggetti) e "Grandi Rivoluzioni" (gli ultimi 4), differenziazione che, diversamente dalle altre 4 serie, avviene nelle Serie Dipinte anche attraverso una diversa colorazione di base delle scatole "a vetrina": verde e tricolore, per i "Soldati d'Italia", rosso e giallo, per le "Rivoluzioni". Per i soli soggetti dei "Soldati d'Italia", da quanto oggi reperito e dalle pubblicità del periodo, si può evincere con sicurezza una doppia tipologia di scatola per entrambe le serie (7000 e 7500). La prima dovrebbe riguardare le primissime uscite (le stesse oggetto delle fotografie delle promozioni), ed ha le seguenti caratteristiche:
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![]() Serie 7000 - I° tipo
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Il secondo tipo di scatola dovrebbe invece riguardare quanto prodotto successivamente alle prime uscite:
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![]() Serie 7000 - II° tipo
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| In alcune scatole di questo secondo tipo spesso manca anche il rettangolo verde col nome del soggetto: |
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L'ordine cronologico così proposto deriva da alcune considerazioni che questi particolari segnalati porterebbero a fare. La maggiore cura nella realizzazione del rettangolo con il nome del soggetto delle scatole "sottili" rispetto alle altre farebbe propendere per un'iniziale maggiore cura "amanuense" nel confezionamento delle Serie Dipinte, in seguito forse abbandonata per fare fronte o ad una maggiore richiesta oppure ad una necessità pratica (tagliare di netto è senza dubbio più veloce e più economico che rifilare e/o stondare); così come la maggiore dimensione dei bordi anteriori farebbero immaginare un successivo irrobustimento di una scatola rivelatasi forse troppo fragile e soggetta a deformazioni; non si riesce, invece, a trovare una spiegazione del cambio di posizione del quadratino laterale (forse anch'esso dovuto a necessità di una maggiore solidità sul lato sinistro della confezione).
La mancanza poi in alcune scatole (ben tenute e conservate, grazie anche all'involucro di cartoncino bianco che le ha protette in tutti questi anni) del rettangolo anteriore con il nome, non porterebbe ad ipotizzarne la perdita quanto invece o ad un'ulteriore velocizzazione nella realizzazione delle scatole oppure all'esaurimento dei suddetti cartoncini e, dato il probabile piano di interruzione della produzione, nel non aver fatto ristampare quanto necessario, ipotesi, quest'ultima, forse più attendibile in quanto gran parte delle confezioni oggi reperibili (soprattutto della serie 7000, ma la 7500 non ne è immune) sono di questo tipo (bordi larghi e, spesso, "senza nome"), indice di un probabile residuo di magazzino di quanto ricevuto come ultima consegna.
A questo riguardo, benché le scatole osservate siano statisticamente troppo poche per poterne evincere una regola generale, può essere interessante l'analisi di un campione di alcune confezioni serie 7000 della "II edizione" (bordi larghi, logo centrato nella banda bianca, quadratino laterale in alto e, quando presente, cartoncino squadrato col nome) dove si può notare l'accennata regolarità della presenza/mancanza del rettangolo verde con il nome, e nello specifico: 3 scatole 7003 "Carabinieri Polizia d'Italia", 2 confezioni 7002 "Alpini d'Italia", 3 scatole 7004 "Paracadutisti d'Italia", e 2 confezioni 7006 "Sommozzatori d'Italia". |
![]() Confezione 7503 - II° tipo
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Sempre relativamente alle sole scatole verdi dei "Soldati d'Italia", si deve notare la presenza di una doppia numerazione di catalogo, doppia numerazione che ha portato spesso a delle confusioni ed imprecisioni nell'individuazione delle singole serie se non delle scatole stesse. Tutte le confezioni dei primi 6 soggetti "d'Italia", sia che appartengano alla serie 7500 che alla serie 7000, sia della I che della II edizione (con certezza matematica solo per la 7000, però), hanno infatti l'interessante (ed anomalo) particolare di avere sia un proprio numero di catalogo posto su di un quadratino, aggiunto, sul lato sinistro della scatola, che fornisce nome e numerazione unici della confezione (con tipologia 700x o 750x), sia un elenco-catalogo completo, in quattro lingue, sul retro della confezione che riporta, invece, entrambe le serie con l'unica numerazione di catalogo 12000 nel formato 1200x.
La presenza di questa doppia numerazione potrebbe essere spiegata da pianificazione e realizzazione delle Serie Dipinte avvenute in tempi diversi. Poco dopo l'inizio della produzione "in blocco" e della realizzazione "fisica" delle scatole, deve essere stato deciso, non solo la definitiva produzione di un doppio formato di confezionamento (probabilmente già in progetto), ma anche, e chissà per quale motivo, il cambiamento dei numeri seriali delle Serie Dipinte, optando per una numerazione 7000, per le scatole più piccole (numerazione anch'essa ben inseribile nelle precedenti serie), ed una più "inspiegabile" serie 7500, per le confezioni più grandi (mentre, confrontando con quanto già realizzato, poteva benissimo mantenere i numeri di catalogo della serie 12000). In questa nuova impostazione, forse per costi o perché già stampate o ancora per disattenzione o chissà perché, non si è invece cambiato l'elenco-catalogo posto sul retro, e si è mantenuta la numerazione 12000 per entrambe le serie. Devono essere stati quindi realizzati i cartoncini delle scatole e, separatamente, i fogli per i nomi "anteriori" e quelli per i cartoncini laterali, da tagliare ed apporre su ogni confezione. Se veramente c'è stata una seconda edizione di scatola per i soggetti dei "Soldati d'Italia" (e, come si è visto, tutto farebbe pensare a quest'ipotesi), non si capisce bene perché in quell'occasione non sia stata corretta questa anomalia ma sia stata invece reiterata. La spiegazione potrebbe risiedere, non tanto nelle ragioni di costo (essendo state evidentemente rifatte ex novo tutte le matrici delle scatole), quanto, forse, per scarsa importanza data alla cosa, ed è stata conseguentemente rilasciata un'altra versione di confezionamento per entrambe le serie dove però l'errore della numerazione "primigenia" è stato mantenuto. Un interessante aspetto della "disattenzione" dell'Atlantic riguardo alla numerazione di catalogo possiamo reperirlo, ad esempio, anche nella serie 11000, dove la scatola dei "Sommozzatori d'Italia", che dovrebbe avere il numero 11006, viene invece commercializzata con il catalogo 10006, lo stesso della omologa scatola in scala 1/72, ed anche sull'elenco-catalogo posto sul retro della scatola tutta la serie 11000 viene invece riportata con i numeri di catalogo della serie 10000; essendo l'impostazione grafica delle confezioni delle due serie praticamente identica, questa "anomalia" potrebbe essere giustificata dall'aver impiegato le matrici "ingrandite" della serie in scala 1/72 per la realizzazione delle scatole 1/32 senza però correggere l'errore.
Riguardo ai soggetti riportati sull'elenco-catalogo posteriore (quello 12000), si ha documentazione certa ed attendibile della realizzazione nelle Serie Dipinte dei soli primi 10 soggetti (6 "d'Italia" e 4 delle "Rivoluzioni"), per quanto riguarda invece gli ultimi due, "Aviatori" e "Marinai", annunciati nell'elenco-catalogo, e commercializzati solo nelle serie 9000, 10000 ed 11000 a partire dai primi mesi del 1973 (e non nella serie 8000, forse già "abbandonata"), non si ha alcuna traccia e, per analogia con la serie 8000, si può ben ipotizzare che non siano mai stati realizzati ed immessi sul mercato nelle Serie Dipinte. Il fatto che vengano riportati sull'elenco-catalogo posto sul retro delle confezioni non vuole dire che siano stati realmente commercializzati. Facendo infatti un parallelo con quanto riportato sul retro delle scatole delle altre serie contemporanee (ed anche successive), possiamo vedere che sugli elenchi-catalogo di queste spesso vengono previsti ed annunciati dei soggetti con determinati numeri di catalogo e nomi che poi successivamente o non sono mai stati realizzati o vengono chiamati in altra maniera e/o con un diverso numero di catalogo, indice di un progetto di massima di produzione non sempre atteso.
Un discorso a parte va invece fatto per quanto riguarda le "Grandi Rivoluzioni" realizzate nelle Serie Dipinte.
La prima considerazione a riguardo è relativa alla non documentata produzione dei soggetti delle "Rivoluzioni" anche nella scatola piccola della serie 7000.
Le grandi scatole rosso-giallo delle "Grandi Rivoluzioni" della serie 7500 sono contraddistinte dai seguenti particolari:
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![]() Confezione 7507
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Confrontando quanto appena esposto con le confezioni "d'Italia", le scatole delle "Rivoluzioni" sembrerebbero posizionarsi a metà tra quelle della I e quelle della II edizione dei "Soldati d'Italia", con un leggero sbilanciamento verso le prime. La cosa sembrerebbe indicare una sorta di edizione intermedia, il che, cronologicamente parlando, si potrebbe spiegare abbastanza bene. Sappiamo infatti che i soldatini, poi proposti nei primi 6 soggetti "d'Italia" delle Serie Dipinte, erano già stati promossi e commercializzati quasi un anno prima della comparsa dei soldatini dipinti, mentre le "Grandi Rivoluzioni" vengono invece immesse sul mercato nelle altre serie poco prima della comparsa delle Serie Dipinte vere e proprie. Si potrebbe quindi ipotizzare un'iniziale progetto di soldatini dipinti relativi ai soli "Soldati d'Italia", che già riscuotevano un discreto successo, subito dopo esteso anche alle "Rivoluzioni". Di conseguenza, nel realizzare in seconda battuta le confezioni di queste ultime, fermo restando le peculiarità già individuate per le prime edizioni (tipo i nomi "intercambiabili"), l'Atlantic modifica in parte la struttura delle scatole vere e proprie (irrobustendole un po'), rinuncia alla sagomatura del cartoncino frontale con il nome, e, strano a dirsi, corregge l'elenco-catalogo sul retro riportando (finalmente) correttamente i numeri di catalogo di tutti i soggetti come appartenenti alla serie 7500. Se esistessero oggi anche le scatole delle "Grandi Rivoluzioni" nella serie 7000, sarebbe senza dubbio molto interessante poter vedere se, non solo abbiano le stesse peculiarità "costruttive", ma soprattutto se l'elenco-catalogo posteriore riporti o meno la corretta numerazione.
A differenza di quanto avviene in tutte le altre serie prodotte dall'Atlantic, dove i soldatini contenuti nelle singole confezioni delle singole serie sono quasi sempre gli stessi, quanto contenuto nelle scatole grandi 7500 delle Serie Dipinte sembrerebbe variare, sia per pose che per colorazione, anche all'interno di confezioni con stesso nome e stesso numero di catalogo.
A questo proposito, nell'articolo Atlantic, che passione! nella sezione Extra del loro loro sito The Art of the Toy Soldier (al quale si rimanda per una lettura più approfondita), Andrea e Corrado riportano: |
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